venerdì 13 gennaio 2012

La prima emancipazione per l'operaio è la cultura

E'stato un bel pomeriggio di storia e cultura quello che, ieri, ha richiamato presso la Biblioteca Benzi di Voltri decine e decine di persone, in ricordo di Giò Dagnino. Classe 1918, figura schiva ma di grande spessore morale ed intellettuale, Dagnino è stato una figura centrale della lotta partigiana, prendendovi parte attivamente e pagando a duro prezzo l'adesione agli ideali di libertà e resistenza. Di origine operaia, fortemente convinto che nella cultura stesse la chiave dell'emancipazione e del riscatto sociale, divenne protagonista del panorama culturale genovese e nazionale, quale esponente di spicco del neorealismo cinematografico italiano.

Proprio per questo, ieri, la parte centrale della commemorazione è stata affidata ad Eligio Imarisio, studioso e curatore dei volumi dedicati ai films "Achtung! Banditi" e "Cronache di poveri amanti". Accanto a lui, importanti testimonianze sono state portate da Carlo Parodi, che ha ricordato l'impegno di Dagnino durante la Resistenza, e da Mario Margini, che ha focalizzato l'attenzione sul suo attivismo politico, di partito. Maurizio Mantero dell'ANPI e la Direttrice della Biblioteca Benzi, Gianna Piccardo, hanno coordinato l'incontro portando anche ricordi personali di profonda riconoscenza verso Dagnino, capace di trasmettere passione ed entusiasmo ai giovani che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e crescere all'ombra del suo esempio.

Visibilmente emozionata, Anna Dagnino, Assessore Provinciale e figlia di Giò, ha voluto ringraziare i presenti e chi ha reso possibile l'evento. Per il Municipio è stato un onore poter patrocinare un'iniziativa di questo genere, perchè capace di rispolverare dall'oblio della memoria una figura centrale del nostro territorio a cui tutti, in termini di benessere e libertà, dobbiamo tanto.

Ad iniziative di questo stampo, lo ammetto, partecipo sempre con un sentimento contrastante di entusiasmo ed imbarazzo. Entusiasmo, perchè voglio prendere esempio dall'impegno e dall'abnegazione ad un ideale cui questi personaggi si dedicarono; imbarazzo, perchè ho sempre l'impressione - quasi un senso di colpa - che la mia generazione, e ancora di più quella precedente, abbiano lasciato cadere il testimone che i partigiani hanno provato a passarci, in termini di partecipazione e lotta comune. Poco è quello che facciamo a fronte di ciò che abbiamo avuto. Possano iniziative come questa esserci di sprone, per un rinnovato senso comune di passione e appartenenza.

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