martedì 13 maggio 2014

Val Varenna, ordine e sicurezza in vista dell'estate

Fra le interrogazioni a risposta orale trattate oggi, ho posto all'attenzione della Giunta una problematica che, a breve, rischia di ripresentarsi con la stessa gravità presentata negli anni scorsi: mi riferisco alla frequentazione delle sponde del Torrente Varenna da parte di centinaia di bagnanti che, soprattutto nelle domeniche estive, si riversano nella valle alla ricerca di refrigerio e svago. Il numero esorbitante di frequentatori crea, già di per sè, grossi problemi ad una valle che non ha grandi spazi per accoglierli e che ha vie di comunicazione non adatte ad un intenso traffico veicolare. A ciò si aggiunga, inoltre, che questi bagnanti non hanno dato prova, negli anni passati, di grande disciplina: fuochi e grigliate ad ogni ora, spazzatura lasciata nell'alveo del torrente, sosta selvaggia, musica ad alto volume, abuso di alcol e conseguenti, gravi, episodi, anche di aggressione e violenza, è quanto si è registrato nelle passate estati; tutto ciò, ovviamente, con grande pregiudizio degli abitanti della valle, che si sono spesso trovati in situazioni spiacevoli, talvolta di pericolo, e che devono convivere con l'autobus della linea 71 congestionato e con un traffico che rende impossibile la vita a chi deve tornare alla propria abitazione. Senza citare in alcun modo la nazionalità di questi bagnanti, che considero un dato superfluo del problema, ho chiesto alla Giunta quali iniziative intenda intraprendere per prevenire il problema e, soprattutto, per reprimere i comportamenti illegali che ho dettagliatamente elencato.

L'Assessore Elena Fiorini ha confermato molte delle problematiche presentate: negli anni scorsi l'Amministrazione è intervenuta per rimuovere manufatti abusivamente installati nell'alveo del torrente, quali un palco improvvisato per la realizzazione di spettacoli, ed ha rafforzato la presenza delle forze dell'ordine nella zona. Coinvolgendo anche il consolato delle comunità interessate, si è intessuto un dialogo con i gruppi più disponibili a collaborare ad una normalizzazione della situazione, che riporti nell'alveo della legalità e della vivibilità la frequentazione del torrente. Ad ogni modo, è già fissato per il prossimo 18 maggio un sopralluogo con la Polizia di Stato, e successivamente uno con l'Arma dei Carabinieri, per stabilire nel dettaglio una presenza capillare di forze dell'ordine fin dall'inizio della stagione.

Proprio su questo punto mi sono soffermato nella replica, per sottolineare l'importanza di una presenza massiccia di forze dell'ordine che sia in grado di fronteggiare una situazione così complessa: non di rado, infatti, le stesse forze dell'ordine, inviate sul posto in numero insufficiente, si sono trovate in difficoltà di fronte ad un fenomeno di così vaste dimensioni. E'fondamentale, invece, che i comportamenti illegali possano essere fin da subito repressi, a partire dalla sosta selvaggia sino ad arrivare ai comportamenti più gravi di ordine pubblico. Solo così si potrà davvero rendere un servizio, in termini di giustizia sociale, agli abitanti della Val Varenna che non tollerano più il vedere totalmente compromessa la vivibilità del proprio territorio per tutto il periodo estivo, o costringere i propri anziani a chiudersi in casa alla domenica per l'impossibilità di usufruire dell'autobus, e la paura di uscire di casa.

sabato 15 marzo 2014

Riprendo, dopo diverso tempo, ad aggiornare il blog. Gli impegni lavorativi, sempre più pressanti, mi impongono delle scelte anche in ordine alla comunicazione. Proprio in questi giorni ho deciso di rimuovere il mio account da Facebook, che già da tempo trovavo troppo dispersivo, aggressivo nella sua totale carenza di rapporti umani e di superficialità. Cercherò di concentrarmi sul blog, per dialogare con chi è veramente interessato e senza la frenesia di comunicare ad ogni costo, sacrificando i contenuti e la discussione.

Questa mattina in Val Varenna abbiamo inaugurato il "ponte 11 marzo 1943" e una targa a ricordo della strage provocata dalla caduta di una bomba, che uccise sedici persone innocenti. Si è trattato di una manifestazione di rara intensità, che ha viste coinvolte Istituzioni, scuole locali e tanti cittadini intervenuti. Il ritorno è stata l'occasione per "dirottare" il Sindaco Marco Doria sui giardini di Multedo, e sull'impianto sportivo Sandro Pertini, dove i volontari si stanno occupando di un proficuo intervento di recupero e manutenzione. Da questa sera, per tre giorni, il Molly Malone Pub si occuperà di organizzare proprio nell'impianto sportivo la tradizionale festa di San Patrizio, e poi vorremmo pensare ad una forma di affidamento che consenta al Comitato di prendersi cura dell'impianto rendendo al quartiere degli spazi preziosissimi in termini di aggregazione e socialità. Tutto ciò nelle more di una procedura che dovrà necessariamente vedere, a breve, l'impianto, unitamente alla piscina, messo a gara per essere affidato ad una società sportiva che possa garantire un pieno recupero. 

Nel frattempo, ciò che stanno facendo questi volontari è qualcosa di incredibile, considerando lo stato che la struttura presentava solo qualche giorno fa. Oggi pomeriggio sarò invece nei giardini 10 febbraio, a Pegli, che da sempre sono mantenuti nel decoro da un gruppo di volontari particolarmente caparbi: vedere così tante persone che si rimboccano le maniche dà la carica per cercare di fare altrettanto.

martedì 22 ottobre 2013

Navebus, passo avanti verso la riconferma

Quale futuro per la Navebus? E'questa la semplice domanda che, in apertura del Consiglio odierno, ho posto all'attenzione della Giunta con un'interrogazione, presentata assieme ad altri tre colleghi consiglieri. Come noto, il servizio Navebus si regge, da tempo, sul solo finanziamento regionale: 350mila euro che ne consentono la prosecuzione, seppur in una forma pesantemente ridotta rispetto ai "fasti" dei primi tempi, senza pesare sulle finanze del Comune e su quelle di AMT. E'chiaro a tutti, ovviamente, che anche la Navebus non potesse passare indenne questo periodo di casse sofferenti, che obbliga alla decurtazione dei servizi e al taglio delle spese: appare, tuttavia, un delitto l'ipotesi di una rimozione totale di un servizio di alta qualità, ma non per questo da considerarsi come un "privilegio". L'ottica del trasporto via mare dovrebbe, anzi, affermarsi in maniera ancora più decisa in una città affacciata sul mare, con una situazione di traffico veicolare pesantemente compromessa, soprattutto a Ponente. Queste ed altre ragioni ho posto all'attenzione dell'Assessore Dagnino, per capire se il Comune considerasse una priorità - nel marasma della situazione non certo rosea del trasporto pubblico locale - la riconferma del Servizio per l'anno 2014.

Devo dire che la risposta, chiara e concisa, mi ha soddisfatto: "il Comune - ha detto l'Assessore - considera imprescindibile la conferma del servizio e ha chiesto ufficialmente alla Regione lo stanziamento pari a quello dello scorso anno. Le prime risposte della Regione sono parse confortanti in questo senso, e tutto porta a pensare che potremo confermare la Navebus anche per il prossimo anno".

Si tratta di una bella notizia, non certo scontata in questi tempi così difficili. Tuttavia, ho ricordato, prendiamo questo risultato minimo della riconferma come un passaggio intermedio, cullando la speranza di rilanciare quest'ottica di trasporto pubblico e magari estenderlo ad altre delegazioni, in primis Prà. 

Restano ancora alcuni passi da fare, affinchè questa forte volontà politica sfoci nella concretezza dello stanziamento: per questo sarà bene che i volonterosi cittadini che in questi giorni hanno promosso la raccolta delle firme continuino a farlo, con rinnovata fiducia visto questo piccolo, iniziale, passo avanti.

Mercoledì 23 Allerta 1: chiuse cinque scuole

La Protezione civile regionale ha emanato lo stato di ALLERTA 1 IDROGEOLOGICA, per il bacino in cui rientra il comune di Genova, DALLE ORE 6 ALLE ORE 24 DI MERCOLEDI 23 OTTOBRE.


Entrano in vigore per domani 23 ottobre 2013 tutte le ordinanze del Sindaco relative all'Allerta 1 idrogeologica per le seguenti zone: via Fereggiano e vie limitrofe (Ord. n. 33/2012); piazzale Adriatico - via Fereggiano (Ord. 245/2012); via Bernardini - passo Cà de Rissi (Ord. n. 275/2012); via Montorsoli (Ord. 280/2012)


In particolare è disposta la chiusura delle cinque scuole della zona Fereggiano:

complesso scolastico “Maria Ausiliatrice” (Liceo, Secondaria I Grado,  Primaria, Infanzia) corso Sardegna 86
scuola elementare “Papa Giovanni XXIII” e scuola dell’infanzia “Galileo Ferraris” piazza Galileo Ferraris 4
scuola media “Cantore-Lomellini” piazza Galileo Ferraris 4
scuola “Govi”  via Piero Pinetti 68
asilo nido privato “I Marmocchi” via Fereggiano 61/3.

Chiuderanno i mercati rionali all’aperto di via dei Costo e di via Tortosa.

Il centro operativo comunale di protezione civile, riunito a seguito della emanazione dello stato di allerta 1 ha disposto, oltre alle misure previste dalle ordinanze, il raddoppio delle pattuglie della polizia municipale nel corso della notte e il rinforzo del servizio diurno; l'attivazione delle squadre di volontari per i presidi sul territorio; il rafforzamento da parte di Amiu dei mezzi autospurgo; l'attivazione delle unità di crisi presso i municipi.

Il Centro operativo raccomanda ai dirigenti scolastici di sospendere per la giornata di allerta tutte le uscite didattiche degli alunni e studenti, in coerenza con la raccomandazione estesa a tutta la città di evitare trasferimenti non strettamente necessari.

Dalle ore 6 di domani mattina sarà attivo il numero verde 800177797.

Info e aggiornamenti ufficiali sullo stato di allerta saranno divulgati attraverso:

pannelli luminosi stradali disposti lungo la viabilità principale e paline alle fermate AMT
Centro Funzionale di Protezione Civile di Regione Liguria www.meteoliguria.it
www.comune.genova.it
servizio gratuito di allerta meteo via SMS.
Per iscriversi al servizio gratuito di allerta meteo inviare un SMS dal proprio cellulare con il testo “allertameteo on” al numero 3399941051 o iscrizione on-line  http://segnalazionisms.comune.genova.it

martedì 10 settembre 2013

Piscina di Multedo, atto terzo

Riprendiamo, esattamente da dove eravamo rimasti. Prima dell'approvazione del bilancio e della pausa estiva, l'ultima mia azione in Consiglio Comunale, a metà del luglio scorso, era stata un'interrogazione sulla Piscina Nico Sapio di Multedo: non era la prima volta, nè sarebbe stata l'ultima. Oggi, infatti, alla ripresa dei lavori, come promesso, ho riportato all'attenzione della Giunta la stessa identica interrogazione: e così farò, finchè mi saranno date delle scadenze e, soprattutto, finchè non sarà risolta la situazione.

In allora, era l'11 luglio, l'Assessore Boero mi informò circa l'ultimatum dato alla società gestrice, affinchè iniziasse i lavori o passasse la mano: alle dovute comunicazioni formali, tuttavia, la società ha risposto con un dettagliato ricorso, cui fa riferimento a supposte mancanze da parte dell'Amministrazione comunale. Ciò ha impedito, ovviamente, la risoluzione contrattuale, e tutto viaggia, ora, verso l'impervia strada delle vie legali. Di questo teatrino - così l'ho definito - pagheranno le spese gli abitanti di Multedo, cui è tolto l'ultimo spazio di aggregazione rimasto nel quartiere, a fronte delle ben note servitù industriali e infrastrutturali che ogni giorno sopportano. Nella replica, forse con eccessiva ruvidezza, non ho potuto nascondere la mia estrema preoccupazione per una vicenda che appare ogni giorno sempre più contorta, e lontana da una soluzione.

Sarò con loro, nelle forme che riterranno più opportune, se vorranno nei prossimi tempi manifestare il proprio sconforto e la propria indignazione, e per riaffermare la dignità di un quartiere che lotta contro l'assopimento e la ghettizzazione. 

sabato 13 luglio 2013

Nico Sapio, rassegna stampa

Il Corriere Mercantile del 12 luglio propone un articolo circa l'interrogazione che, durante il Consiglio comunale di giovedì scorso, ho proposto: il pezzo riporta la risposta dell'Assessore Boero, che ha confermato la volontà del Comune di pervenire entro la prossima settimana ad una decisione circa la gestione dell'impianto.

giovedì 11 luglio 2013

Piscina di Multedo, necessaria una soluzione

Ho riportato in Consiglio comunale, quest'oggi, l'annosa questione dell'Impianto Sportivo Nico Sapio di Multedo: si tratta per me, lo confesso, di un vero cruccio, cui ancora non si vede soluzione. Non ripercorro le tappe che, in questi due anni di chiusura, ci hanno portato sin qui, rimandando ai precedenti link e all'interrogazione che, già, avevo presentato in Consiglio comunale il 6 novembre scorso. Mi rispose, allora, l'Assessore allo Sport Pino Boero, quando era prossima la firma del contratto da parte di Nuotatori genovesi, società risultata vincitrice del recente bando di gara, e che avrebbe di lì a pochi giorni confermato il cronoprogramma di riapertura ad ottobre 2013.
 
In questi mesi, tuttavia, di lavori ne abbiamo visti pochi e l'impianto verso in uno stato di totale degrado e fatiscenza, a disposizione dei vandali, diventando anche un elemento di pericolosità per il quartiere. Recentemente la società ha comunicato che, rispetto alla data del bando, la situazione dell'impianto è a loro avviso peggiorata: sarebbe emersa, soprattutto, l'assenza dell'impianto fognario e la presenza di rilevanti quantità d'amianto da smaltire, oneri che spetterebbero al Comune. Questo continuo rimpallo ha stancato i cittadini di Multedo, e nuoce alle condizioni di un impianto che peggiorano di giorno in giorno: ho chiesto, dunque, alla Giunta di prendere una decisione definitiva. O la società provvede ad iniziare i lavori, o il Comune riconosce che alcuni oneri incombono sull'ente pubblico, oppure si leva la gestione dell'impianto a chi è risultato vincitore, e si provvede a nuova gara o all'affidamento al secondo classificato.
 
Boero, nella risposta, ha informato puntualmente circa la marea di incontri e contatti avuti in questi mesi con la Società: in particolare, il 26 giugno scorso, è stata fatta una verifica congiunta con i responsabili della Società sull'impianto, e il 9 luglio è stato comunicato che entro la settimana prossima avrà luogo l'incontro definitivo: o la Nuotatori genovesi inizierà i lavori, o il Comune procederà unilateralmente alla rescissione del contratto e alla valutazione della possibilità di affidare la concessione al secondo classificato nel bando di gara.
 
Nella replica non ho potuto nascondere il mio pessimismo, per come questa vicenda si è dipanata in questi mesi e per come appare ancora contorta. Ho chiesto alla Giunta decisione, sia rispetto all'incontro della prossima settimana, sia rispetto alla messa in sicurezza dell'impianto, che non può più rimanere in queste condizioni di vulnerabilità. Occorre non perdere più tempo, per recuperare la situazione prima che sia irrisolvibile. Multedo non se lo meriterebbe: un quartiere che sopporta la presenza di tre impianti petroliferi, di uno svincolo autostradale che taglia la case, a cui sono stati tolti tutti i servizi compresa la fermata AMT, non può permettersi di perdere l'unica valvola di sfogo, in termini di socialità e vivibilità, che le è rimasta.

mercoledì 5 giugno 2013

Un anno in Consiglio

Un anno fa, il 5 giugno 2012, si teneva la prima seduta di Consiglio comunale di questo ciclo amministrativo: in qualità di Consigliere anziano, ossia il più votato, ebbi l'onore di presiedere la seduta fino alla nomina del nuovo Presidente.
 
In una pagina del blog ho raccolto, molto sinteticamente, l'attività "formale" che ho svolto in Consiglio comunale, durante quest'anno:

martedì 4 giugno 2013

Interrogazione sulla complanazione autostradale di Palmaro

E'stata inserita al quarto punto, fra gli "art.54" odierni, la mia interrogazione a risposta immediata riguardante il progetto di complanazione dell'autostrada nel tratto di Prà Palmaro. Si tratta di un progetto che si protrae da più di un decennio, molto importante per restituire vivibilità ad un quartiere che sopporta il peso di molte servitù, fra cui proprio il passaggio dell'autostrada a pochi metri dalle case. Dopo alterne vicende, il progetto era stato inserito nel "Protocollo d'intesa per la realizzazione del nodo stradale ed autostradale di Genova", ratificato dal Consiglio comunale a fine 2009. Da allora, tuttavia, poco si è saputo del progredire del progetto, e l'incertezza pesa soprattutto sui destini delle famiglie interessate da un procedimento di esproprio, che hanno il sacrosanto diritto di pianificare il proprio futuro.
 
Presenterò l'interrogazione assieme ai colleghi Caratozzolo e Bruno, e risponderà il Vice Sindaco e Assessore all'Urbanistica Stefano Bernini: la trattazione dovrebbe avvenire poco prima delle 15. Speriamo che il Comune riesca ad ottenere un po'di chiarezza circa un progetto così importante per Palmaro e per il Ponente genovese.

Ordine del giorno sui mercati

In occasione delle modifiche al regolamento sulle tariffe relative al canone di occupazione del suolo e degli spazi pubblici, che la Giunta propone oggi all'approvazione del Consiglio comunale, ho presentato un ordine del giorno che riguarda i mercati merci varie: l'ottica è quella di stimolare politiche di premialità volte ad innalzare la qualità dell'offerta e la riqualificazione dei mercati e dei siti che li ospitano. Ne riporto il testo:
ORDINE DEL GIORNO
PROPOSTA N.18 DEL 18.04.2013
MODIFICHE AL VIGENTE REGOLAMENTO PER L'APPLICAZIONE DEL    CANONE PER L’OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE APPROVATO CON DELIBERE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 102 DEL 22.12.2011 E N. 20 DEL 6.3.2012.
 
Considerata
- la perdurante crisi economica che dal 2008 riduce la capacità di spesa delle famiglie con conseguenze tragiche sulle attività commerciali;
- la particolare situazione di sofferenza del settore dei mercati merci varie;
- l’esigenza di sostenere il settore, mettendo gli operatori in condizione di non ulteriormente abbassare la qualità dell’offerta e della loro attività imprenditoriale;

Evidenziato
- che nei diversi mercati della nostra città si registrano più di 500 postazioni non assegnate;
- che risulta dunque evidente la necessità di rendere sostenibile ed accessibile l’ingresso di nuovi operatori nell’attività;
- che tale inserimento non deve determinare una ulteriore riduzione della qualita dell’offerta mercatale;

Ricordato
- che durante le audizioni con le Associazioni di categoria nella Commissione di mercoledì 29 maggio sono emerse alcune proposte volte a migliorare la qualità delle presenze degli operatori;
- che in particolare risultano interessanti proposte di premialità per quei mercati che promuovano comportamenti virtuosi e si impegnino a metterli in atto;

Si impegnano il Sindaco e la Giunta

- a modificare le tariffe relative al canone di occupazione del suolo e degli spazi pubblici inserendo elementi di premialità per quei mercati che, al termine del periodo giornaliero di attività, lascino il sito in condizioni di pulizia e decoro tali da non rendere necessari interventi straordinari da parte di AMIU;

- a concordare con le Associazioni di categoria i tempi e le modalità operative dell’omogeneizzazione delle strutture di vendita per ogni singolo mercato;

- a modulare le tariffe dei cosiddetti “spuntisti” adeguandole a criteri che rispecchino le tariffe basi dei singoli mercati;

- a verificare la possibilità, in accordo con le Associazioni di categoria, di introdurre strumenti di pagamento elettronico per la riscossione dei canoni;

- ad intraprendere le sopraccitate azioni entro l’approvazione del Bilancio di Previsione del 2013.

mercoledì 29 maggio 2013

Ordinanze anti-alcol, le ragioni di un voto

La mozione del Consigliere Rixi che ieri ho ritenuto di condividere, e che oggi trova ampio spazio sui giornali (a sinistra, l'articolo de il Corriere Mercantile), chiede al Sindaco di "dare corso, dopo incontri e valutazioni di concerto con i Municipi ed i medesimi residenti, a nuove ordinanze anti-alcol secondo le criticità che verranno indicate da ogni delegazione investita dal problema".

L'istanza nasce dalla constatazione che in alcuni quartieri genovesi, e in particolar modo a Sampierdarena, si verificano da tempo grossi problemi di sicurezza ed ordine pubblico, soprattutto nelle ore immediatamente successive alla chiusura di alcuni locali e a causa delle grandi quantità di alcol che vengono consumate. Nella mozione venivano citati alcuni episodi oggettivamente accaduti, ma vi erano anche un paio di pesanti riferimenti alla "comunità ecuadoriana", come se il problema potesse essere circoscritto ad una sola nazionalità, o peggio ad un solo colpevole. Durante la discussione in aula, il PD ha chiesto al Consigliere di togliere questi riferimenti, che non facevano un buon servizio nè alla verità, nè al contenuto di una mozione che, invece, inquadra un problema rilevante e meritevole di grande attenzione.
 
Rixi ha accettato le modifiche, e a quel punto ho ritenuto, assieme ad altri quattro consiglieri del PD, di non avere più alcun motivo per negare il mio sostegno alla mozione, nonostante il parere della Giunta. Sicurezza e legalità sono diventati, da tempo, una vera e propria emergenza per alcuni quartieri genovesi: quartieri popolari, dove la gente è esasperata da situazioni oggettivamente insostenibili e intollerabili, e invoca giustamente tutela. Credo che sia giusto cogliere ogni occasione volta a dare centralità ad un problema prioritario, che va affrontato con durezza e decisione, senza scadere in riferimenti razziali e etnici che sono, sempre, ottusi e non corrispondenti al vero.

martedì 28 maggio 2013

Considerazioni sulla "tentazione" IMU

Le casse dei Comuni italiani, e con esse i servizi essenziali, sono in grande sofferenza, e ogni volta che abbiamo sperato - forse ingenuamente - che l'approccio nazionale al problema potesse cambiare, siamo sempre rimasti profondamente delusi. Tuttavia, appare chiaro che in altrettanta sofferenza si trovano le tasche dei cittadini, sfiancate dalla crisi, dalla disoccupazione e da una pressione fiscale indiscriminata.

La tentazione, che leggo possibile, di ricorrere alla facile ricetta dell'aumento dell'IMU sulla prima casa, anticipando le decisioni governative, va a mio avviso tolta fin da subito dal tavolo, perchè non percorribile. Occorre trovare il modo e il coraggio di rompere questo automatismo ottuso che scarica ogni carenza di bilancio sul livello più basso, per non dire più debole, finendo sempre per colpire, infine, il contribuente. Appare chiaro, ormai, che si tratta di un circolo vizioso senza alcuna via d'uscita, che strangola la crescita e priva di ogni prospettiva la nostra società. Ho convidiso, lo scorso anno, la scelta politica di agire sulla leva fiscale in maniera pesante per quanto riguarda la seconda casa, e in modo limitato sulla prima, per salvaguardare i servizi essenziali. Ma è chiaro che si tratta di un sacrificio portato all'estremo delle sue possibilità, e su cui non ci è più dato di agire: intervenire, ancora, su una tassa profondamente ingiusta, mascherata da imposta municipale, che colpisce indiscriminatamente i contribuenti, non sarebbe certamente accettabile.

Si riveda in modo strutturale la spesa, si individui con chiarezza ciò che vogliamo resti in mano pubblica - e su cui perciò si deve seriamente investire - e ci si liberi della zavorra accumulata nel corso degli anni, e scaricata irresponsabilmente sulle spalle delle generazioni (e delle amministrazioni) future. Stanno venendo al pettine i nodi intrecciati nel corso degli anni, ma scaricarne la responsabilità sui cittadini è troppo semplice, e al contempo troppo ingiusto: come ho avuto modo di dire ieri nel corso della discussione sull'aumento delle tariffe AMT, sono contrario ad una politica che, nel momento dell'esigenza di bilancio, si limita a "sparare nel mucchio", senza prima selezionare l'offerta, limare la spesa e dargli qualità. Soprattutto la mia parte politica è, a mio avviso, chiamata a trovare, in questo momento storico così complicato, un rinnovato slancio per uscire da questo periodo con nuove soluzioni, per quanto doloroso possa essere questo radicale cambiamento.

domenica 26 maggio 2013

Ilva, drammatica emergenza

L'evolversi drammatico, in queste ultime ore, della vicenda Ilva rappresenta un'emergenza pesantissima per l'industria siderurgica italiana, ma in particolare per la nostra città. Occorre che il Governo si attivi da subito perchè si possa continuare - senza più incertezze - sulla strada del risanamento di Taranto, come tratteggiato nei mesi scorsi, con grande fatica e lentezza, dal governo Monti. Inutile sottolineare, infatti, che il destino di Cornigliano è legato indissolubilmente a queste vicende, e devono perciò essere ore di grande apprensione e di profondo impegno anche per le nostre Istituzioni locali.
 
Si tratta del primo, vero, banco di prova del nuovo Governo, chiamato a distinguersi da quello precedente per quella che, a mio avviso, è la vera priorità del nostro paese: avere una politica industriale chiara e forte, perchè lì sta la spina dorsale del nostro Paese. Raccogliamo, oggi, i frutti di anni di politiche fallimentari, in taluni casi persino delinquenziali, e l'inerzia di una politica che, risvegliatasi bruscamente, ha pensato di fare del risanamento violento dei conti pubblici l'unica via da percorrere.

venerdì 24 maggio 2013

Una scelta doverosa


Inutile girarci intorno, dopo anni di parole è giusto e doveroso che si pervenga all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Continuo a leggere obiezioni di principio che, in astratto, sono certamente condivisibili, ma non dimentico che in Italia è stato spudoratamente aggirato un referendum plebiscitario, quello del 1993. Già in allora i partiti avrebbero dovuto iniziare a ripensare il proprio sostentamento, le proprie strutture e le proprie regole, ma hanno preferito far finte di nulla e continuare a tirare la corda. I casi Belsito e Lusi, per citarne due, sono, poi, la prova lampante che il finanziamento ai partiti è degenerato, portandoci a situazioni paradossali di milioni di euro che i partiti non sapevano nemmeno più di avere.

Si vada, dunque, avanti decisi su questa strada, disciplinando nel segno della trasparenza le erogazioni liberali e private, e fissando limiti precisi e severi alle spese di campagna elettorale, affinchè non si lasci campo libero ad evidenti disparità e ad immorali sperperi di denaro in un momento difficile come questo.

mercoledì 22 maggio 2013

Beati gli operatori di pace


"Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati Figli di Dio".
Matteo 5,9

So che diremo: don Andrea è vivo, è ancora in mezzo a noi. Ed in parte è vero, perchè ci sono tante persone pronte a raccoglierne il testimone, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione con cui gli sono stati vicino, in questi anni. Ma la realtà, è inutile nasconderselo, è che don Gallo lascia un vuoto che è impossibile colmare pienamente, ed è ancora più triste pensare che lo sarà soprattutto per quegli "ultimi" a cui ha teso la mano, instancabilmente, senza sosta. Nel teatrino mediocre della realtà sociale dei nostri giorni, di figure limpide e cristilline come quella di don Gallo si è perso lo stampo, e nessuno potrà realmente rappresentare a pieno ciò che lui ha espresso, e soprattutto ciò che lui ha fatto.

Se penso che, ancora poche settimane fa, era in mezzo a noi, in piedi su una sedia di plastica a catechizzare la folla sui pericoli delle Sale Slot, a richiamare gli animi ad uno slancio di dignità e rivalsa sociale, non posso che ringraziarlo per essersi fatto carico di tutti questi immani sforzi, e per aver interpretato fino all'ultimo giorno il suo ruolo nel mondo in dignità e pienezza di spirito. 

E per averci sempre insegnato che anche la politica può essere un obbligo nobile, da assolvere con umiltà e tenacia, con spirito forte e cuore tenero.

martedì 21 maggio 2013

Sul registro delle Unioni Civili


Trovo limitante ragionare di Unioni Civili solo con riferimento alle unioni omosessuali, che sono indubbiamente una parte importante di questo fenomeno - a mio avviso meritevole di tutela - ma non certamente l'unica. La convivenza, piaccia o meno, è un fenomeno diffusissimo nel nostro Paese, una scelta che anno dopo anno ha preso sempre più campo: se ne può dare il giudizio morale che si vuole, ma pretendere che il diritto non si occupi di tali situazioni, disciplinandole con specifiche norme, significa pretendere che la legge non dia risposte ad una fetta importante di popolazione, voltandosi ipocritamente dall'altra parte e abdicando dalla sua naturale vocazione laica.

Io difendo la famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, quale spina dorsale della nostra società, ma sono anche libero dall'idea che concedere diritti a qualcuno voglia dire minare per forza quelli di qualcun'altro: non è sempre così, e non è certamente questo il caso. E se proprio devo pensare ai nemici della famiglia, mi vengono in mente molte cose - fisco, disoccupazione, totale carenza di politiche di sostegno alla maternità, prezzi esorbitanti delle abitazioni, accesso ai mutui - che non sono le Unioni Civili.

martedì 14 maggio 2013

Salviamo il Giro dell'Appennino


Coppi, Gimondi, Moser, Baronchelli, Bugno, Tonkov, Nibali: basta scorrerne l’Albo d’Oro, per capire che il Giro dell’Appennino non è una semplice corsa, ma un appuntamento che fa parte della storia del ciclismo e della tradizione sportiva della nostra Regione. Organizzato con fatica e passione dalla storica U.S. Pontedecimo, il Giro si svolge annualmente dal 1934, con l’unica eccezione della parentesi della Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945. Al centro della corsa vi è lo storico Passo della Bocchetta, che vide i record, fra gli altri, di Marco Pantani e di Gilberto Simoni.

Quest’anno, apprendiamo dalla stampa cittadina e da un’accorata lettera di Ivano Carrozzino, Presidente della Società organizzatrice, che lo svolgimento della corsa sarebbe a grosso rischio. Due sono gli ostacoli che si pongono al proseguimento della tradizione: in primis il calendario, che ha visto il Giro spostato, quest’anno, dalla sua tradizionale collocazione temporale, nel mese d’aprile, a causa della concomitanza col Derby calcistico cittadino. Gli organizzatori avrebbero voluto collocare la gara in settembre, ma l’Unione Ciclistica Internazionale l’ha fissata il 14 luglio, in pieno Tour de France. La concomitanza decimerà pesantemente la partecipazione dei migliori campioni al Giro dell’Appennino, ma l’ostacolo sarebbe superabile se non se ne ponesse un altro: quello economico. Il tempo stringe, e la gara richiede una spesa di circa centomila euro: non tantissimi, se si considera la visibilità della manifestazione ed il carattere internazionale della competizione, ma comunque troppi per l’U.S. Pontedecimo che da tempo prova a districarsi fra le maglie di un periodo difficile, e di sponsorizzazioni rarissime. All’appello mancherebbero 30mila euro, e gli organizzatori si rivolgono a Comune e Regione per cercare il supporto necessario a salvare la corsa, anche nell’individuazione di eventuali sponsor che potessero avere interesse ad investire sulla manifestazione. 

Ritengo che perdere un appuntamento di così grande tradizione e caratura sarebbe molto triste per la nostra città, in un anno in cui neanche il Giro d’Italia sfiora la nostra Regione. Il Giro dell’Appennino sembra essere rimasto l’unica manifestazione ciclistica di interesse nazionale che riguardi Genova, e le necessità economiche, pur a fronte di bilanci sofferenti, appaiono a mio avviso irrisorie a fronte del ritorno di immagine e del sostegno all’attività sportiva che se n’è sempre ricavati. Quasi certamente perdere un’edizione, saltando un intero anno e interrompendo la continuità, vorrebbe dire chiudere definitivamente una  pagina di storia del ciclismo, e per una città già piuttosto povera di eventi di rilievo sarebbe un vero delitto: chiedo, dunque, alla Giunta come intenda venire incontro alle richieste della società organizzatrice, e quali iniziative intenda percorrere per salvare l’edizione 2013 del Giro dell’Appennino.

lunedì 13 maggio 2013

Martedì 14, Consiglio comunale


L'ordine del giorno del Consiglio di martedì 14 maggio, con inizio alle ore 15: 


1) DELIBERA PROPOSTA GIUNTA AL CONSIGLIO  0090 - PROPOSTA N. 17  DEL 18/04/2013 - APPROVAZIONE DELLE MODIFICHE ALLO STATUTO DI A.M.I.U. GENOVA S.P.A E INDIRIZZI IN MERITO ALLE MODIFICHE ALLO STATUTO DI AMIU BONIFICHE S.P.A.

2) MOZIONE - 0059 27/03/2013 - Associazione Genova Smart City - Atto presentato da: Boccaccio Andrea, Burlando Emanuela, De Pietro Stefano, Muscara' Mauro, Putti Paolo.

3) MOZIONE - 0072 29/04/2013 - Campagna sensibilizzazione contro abuso sostanze alcoliche tra giovani. - Atto presentato da: De Benedictis Francesco.

4) INTERPELLANZA - 0042 04/04/2013 - Corsia centrale bus e ripristino segnaletica orizzontale in via T. Invrea. Atto presentato da: Balleari Stefano.

5) DELIBERA PROPOSTA GIUNTA AL CONSIGLIO 0137 - PROPOSTA N. 24  DEL 10/05/2013 - APPROVAZIONE DELL’AGGIORNAMENTO DELLO STATUTO DI FIERA DI GENOVA S.P.A

mercoledì 8 maggio 2013

9 maggio, lutto cittadino


Il porto é il cuore della città, e Genova oggi é colpita al cuore. Ci stringiamo attorno a lei e soprattutto attorno alle famiglie dei nostri - ennesimi - caduti sul lavoro.

Il Sindaco ha disposto che la giornata di lutto cittadino per la grave tragedia che ha colpito Genova e il suo porto si svolga domani, giovedì 9 maggio, per consentire la più ampia partecipazione di tutti i genovesi. Il Consiglio comunale ferma i propri lavori, e le due sedute di Commissione convocate per domani sono rinviate. 

Questa sera, invece - ovviamente - la partita si giocherà: in Italia, com'è noto, può fermarsi tutto ma non il calcio, rifugiandosi nella comoda soluzione del minuto di silenzio. Ostaggio delle logiche commerciali e del business televisivo, questo sport appare ormai del tutto snaturato dalla sua essenza, e lo trovo francamente insopportabile.

Scuole aperte. Il Comune di Genova ha ritenuto di non chiudere le scuole comunali e di non proporre la sospensione dell’attività didattica negli altri istituti. La presenza a scuola di docenti e allievi può, infatti, costituire l’occasione per informare e riflettere sulla tragedia avvenuta. L’Amministrazione comunale invita, pertanto, i dirigenti, gli insegnanti e il personale delle scuole di ogni ordine e grado ad assumere tutte le iniziative didattiche che riterranno utili a rendere partecipe la scuola al lutto della città.

Domani manifestazione. Per la giornata di domani, le istituzioni genovesi hanno indetto una manifestazione per onorare la memoria delle vittime cadute nel drammatico incidente avvenuto ieri sera nel porto di Genova. La manifestazione inizierà alle 11 in piazza Matteotti. Cgil, Cisl e Uil hanno indetto tre ore di sciopero per permettere alla cittadinanza di partecipare alla commemorazione. I servizi pubblici si fermeranno solo un quarto d’ora in segno di lutto, per evitare disagi alla cittadinanza.

martedì 30 aprile 2013

Approvato il Regolamento sulle Sale Slot


Il consiglio comunale ha approvato, nella seduta di martedì 30 aprile, la delibera sul regolamento sulle sale da gioco e i “giochi leciti” proposta dalla Giunta. 24 i voti favorevoli, 6 gli astenuti (Lista Musso, Lega Nord, Udc e Gruppo misto) e 4 i presenti non votanti (Pdl).

Venticinque gli emendamenti, presentati da tutte le parti politiche che hanno condiviso gli obiettivi della proposta, pur avanzando richieste di modifiche puntuali.

Il testo del regolamento, presentato in consiglio dall’assessore Francesco Oddone, è frutto di un processo partecipativo cui hanno contribuito, oltre alla giunta comunale e alla commissione consiliare competente,  i municipi e la Consulta permanente sul “gioco lecito con vincite di premi in denaro”. Con questa denominazione ci si riferisce all’attività di agenzie di scommesse, sale da gioco nonché alle “new slot”, che possono essere installate nei locali pubblici dove si somministrano bevande e alimenti: in parole povere, le “macchinette” che sempre più spesso ci capita di vedere nel bar sotto casa. Non si tratta dunque del tradizionale “calciobalilla”.

La delibera del Consiglio comunale tenta, nei limiti del possibile, di porre un freno  al dilagare incontrollato delle slot machines e sul nostro territorio contrastando l’eccessiva offerta di giochi con premi in denaro, che pur consentita dalla legislazione nazionale, rischia di causare gravi danni al tessuto sociale ed economico della Città.

Il regolamento sulle sale da gioco stabilisce norme restrittive, per l’insediamento di sale da gioco, sotto i profili dell’urbanistica e delle altre competenze comunali. In particolare stabilisce una distanza minima di trecento metri da parchi, scuole, campi sportivi, luoghi di culto, stabilimenti balneari e una distanza minima di cento metri dagli uffici postali e dai bancomat.
L’esame in Consiglio ha portato a considerare tra i locali “sensibili” anche le sedi e strutture universitarie e gli esercizi che effettuano compra vendita di oro. Non potranno essere aperte nuove sale da gioco, inoltre, se non sarà garantito un adeguato numero di parcheggi pertinenziali. Altre misure riguardano l’orario di apertura che verrà fissato con una apposita ordinanza del Sindaco.

Le sale da gioco a Genova sono 59 di cui 16 tra Sampierdarena e Cornigliano e 15 a San Fruttuoso. Il Consiglio comunale ha dedicato particolare attenzione agli effetti del gioco sulla popolazione più debole per situazione economica e sociale o comunque esposta al rischio di dipendenza da gioco di azzardo.

La “ludopatia” è stata ufficialmente riconosciuta in Italia come malattia con il decreto Balduzzi del 2012 che  fa rientrare per la prima volta questa patologia nei Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza.

Questo riconoscimento attribuisce ai Comuni, che hanno tra le loro competenze le politiche sociali e  la tutela della salute pubblica, una potestà regolamentare in materia.

In particolare, per il Comune di Genova - ha spiegato l’assessore Francesco Oddone -, la potestà regolamentare trova anche fondamento nella recente legge regionale 17/2012, con la quale la Regione Liguria  ha inteso disciplinare l’esercizio delle sale da gioco ed il gioco lecito nei locali aperti al pubblico, col dichiarato fine di tutela della salute e di politiche sociali, di prevenzione del vizio del gioco e di tutela di determinate categorie di persone oltreché di contenere l’impatto delle attività connesse all’esercizio delle sale gioco sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sulla quiete pubblica.” (dal Sito del Comune di Genova)

sabato 27 aprile 2013

Un'amarezza che voglio condividere


Chi mi conosce sa che ho molti difetti, ma non certo quello di partecipare con superficialità, o peggio mancanza di rispetto, ad ogni tipo di evento o manifestazione. Cerco sempre di rispondere positivamente agli inviti, nei limiti delle mie possibilità di tempo, e non ho mai risposto negativamente ad una richiesta della Segreteria del Sindaco di andare a rappresentare il Comune in qualsiasi occasione in cui sia stato ritenuto degno ed all'altezza. Tanto più alle manifestazioni dell'Anpi partecipo sempre con grande piacere e senso di responsabilità, nell'intima consapevolezza di fare qualcosa di utile e genuino, che piacerebbe a tante persone che non ci sono più. Come ho già scritto in varie occasioni, in questo ultimo periodo sono stato a Cravasco, alla Benedicta, a Masone, sempre di domenica mattina e sempre a mie spese; in corteo a Pegli e a Voltri, e insieme ai lavoratori di Fincantieri e del Deposito ferroviario di Rivarolo.

In quest'ultima occasione non ho rappresentato il Comune, bensì l'Anpi Provinciale: una responsabilità doppia, perchè in questo periodo di grandi delusioni l'Anpi è forse l'unica Istituzione da cui mi sento pienamente rappresentato, che non mi ha mai tradito. Ho preparato il mio intervento la domenica pomeriggio grazie all'amico Massimo Bisca, che mi ha dato una fiducia enorme: mi ha consigliato alcuni eventi storici da citare, e alcuni nomi di ferrovieri che si distinsero nella lotta partigiana. Fra loro anche il papà di Valter Ulanowski, ucciso sul Turchino a 21 anni. Sono intervenuto dopo Clizia Nicolella, che ha rappresentato il Sindaco, e ho cercato di lasciare ai bambini delle scuole presenti qualcosa di toccante ed importante, come quello che altri lasciarono a me durante la mia infanzia. E'stata una mattinata bellissima, intensa e coinvolgente, nonostante il tempo inclemente.

Per questo, sono profondamente rattristato ed offeso per il commento superficiale e abietto che un signore ha lasciato sotto ad una foto su Facebook, che riporto nell'immagine a fianco (basta cliccarci sopra per ingrandirla): un istante immortalato da cui lui riesce a percepire i sentimenti di una persona, il suo atteggiamento. Tanto più sono rattristato perchè questa persona è l'autista e "angelo custode" del nostro Sindaco, sempre al suo fianco in tutte le occasioni pubbliche: ed è con lui che sono profondamente solidale, perchè non deve essere facile convivere con una fonte così naturale di cattiveria e astio, senza lasciarsene condizionare.

giovedì 25 aprile 2013

Buon 25 Aprile

Qui li contiamo uno per uno teneramente
chiamandoli con nomi giovani
per ogni tempo.




Sono stato a Cravasco, a Masone, alla Benedicta; insieme ai lavoratori di Fincantieri e con gli operai del Deposito ferroviario di Rivarolo; ho sfilato a Pegli e a Voltri, e domani pomeriggio ci ritroveremo in Val Varenna: "morti e vivi, con lo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama, ora e sempre, Resistenza" scriveva Calamandrei. 

Ovunque ho trovato persone che portano ancora, con dolore e orgoglio, alto il vessillo della Lotta di Liberazione: che porta nel cuore il nome di tanti giovani morti, l'insegnamento di tanti anziani che hanno combattuto. Ovunque, insomma, ho trovato segnali di speranza, fiammelle inestinguibili e accese, anche nel buio di questi tempi. 

Buon 25 Aprile, anche quest'anno, nonostante tutto.


sabato 20 aprile 2013

Una breve riflessione


Ho sempre prediletto il valore della proposta a quello del proponente: il dissociarsi di Stefano Rodotà da quell'orrida chiamata a Roma mi conferma la bontà della scelta e la statura della persona. Per quanto mi riguarda, il mio personale rammarico per non averlo visto Presidente della Repubblica sará secondo solo al rammarico per l'occasione persa qualche anno fa, con Tina Anselmi. 

Detto questo, buon lavoro Presidente.

"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. Mi sono spiegato? [...] Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene e le pecore; e tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra".

giovedì 18 aprile 2013

Le ragioni di una scelta

 
Su il Corriere Mercantile di quest'oggi sono sintetizzate le ragioni che mi hanno portato, martedì scorso, a condividere un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle circa la possibilità di creare un biglietto di viaggio valido per i soli autobus, il cui prezzo rimanga fermo a 1,50 euro invece che aumentare a 1,60, come necessario per l'integrato treno-bus. L'emendamento è passato grazie al voto di altri tre miei colleghi di partito, che si sono dissociati dalle indicazioni della Giunta.
 
Ho condiviso e condivido la battaglia per salvare l'integrato, strumento fondamentale per incentivare il trasporto pubblico e necessario all'utenza di gran parte della città. Io stesso sono un abbonato annuale, e so quanto questo sistema tariffario sia vitale per chi, come me, si sposta dal Ponente verso il centro. Non posso, tuttavia, ignorare che vi sia una fetta di utenza che non ha accesso al sistema integrato di trasporti: penso alla Val Bisagno, ad esempio, non servita dal treno; o ai quartieri collinari, dove molte persone hanno la sola necessità di spostarsi a valle per raggiungere i centri dei nostri quartieri; o anche a chi ha necessità di piccoli spostamenti fra quartieri, e a cui accolliamo un prezzo già piuttosto elevato senza possibilità di modulazione. E'giusto - mi chiedo - scaricare su questa parte dell'utenza le necessità di bilancio derivanti dalle abnormi pretese di Trenitalia? Io credo di no. Va rotto un sistema di idee per cui ogni esigenza di bilancio debba per forza essere scaricata alternativamente sui lavoratori o sull'utenza. Sono convinto di aver fatto una scelta che va nel senso di incentivare il trasporto pubblico, che non ha nessuna caduta negativa sul sistema integrato che considero vitale, e che fornisce agli utenti una possibilità in più. Senza contare che, con tale sistema, sarà possibile valutare la reale incidenza dell'integrato sul sistema treno, e capire se le pretese di Trenitalia sono davvero eque e giustificate.
 
Mi permetto, infine, di annotare che il presunto buco che la scelta avrebbe causato nelle entrate è calcolato sull'attuale utenza: non credo, tuttavia, che la stessa rimarrebbe invariata e indifferente a fronte di un aumento del prezzo dei biglietti, soprattutto di questi tempi. Insomma, si tratta di una scelta nel merito, senza nessun motivo oscuro che celi giochi di potere o riposizionamenti politici, che francamente non mi appartengono, nè mi interessano.

mercoledì 10 aprile 2013

Carmagnani, rassegna stampa

Il Corriere Mercantile del 10.IV.2013, articolo di Anna Coluccia: "Bernini ne ha parlato ieri in Consiglio comunale, rispondendo ai consiglieri Paolo Gozzi del PD e Antonio Bruno della Federazione della Sinistra che avevano chiesto conferme circa la presunta eliminazione della qualifica di "aziende a rischio di incidente rilevante" per Carmagnani e Liquigas [...] e informazioni circa le ipotesi di trasloco di Carmagnani e Superba. "Stanno andando avanti le procedure di delocalizzazione delle due aziende in porto?" ha chiesto Gozzi. [...] "Io sono ottimista - ha detto il Vice Sindaco Bernini - sul fatto che entro il 2013 si possa chiudere un accordo con l'Autorità Portuale".

Il Secolo XIX del 10.IV.2013, articolo di Daniele Grillo: "Spero in un accordo per il trasferimento del Polo Petrolchimico di Multedo entro il 2013. Diversi incontri con Carmagnani, Superba ed Eni hanno avviato una riflessione in questo senso, anche se l'attuale momento economico non aiuta. [...] Le interrogazioni, portate in aula da Paolo Gozzi (PD) e Antonio Bruno (FdS) chiedevano conto alla Giunta delle notizie apparse sul Secolo XIX in merito alla dichiarazione di incompatibilità col Piano Urbanistico di alcune realtà produttive tra quelle considerate, in città, "a rischio rilevante".



martedì 9 aprile 2013

Carmagnani, le risposte all'interrogazione


Si è appena conclusa la trattazione della mia interrogazione a risposta immediata, con cui chiedevo lumi alla Giunta circa la diffusa notizia che vedrebbe rimosso il "rischio di incidente rilevante" per Carmagnani, azienda chimica di Multedo. Alla discussione ha partecipato anche il Consigliere Antonio Bruno (FdS), che ha posto l'attenzione sull'analogo problema della Liquigas.
 
Il Vice Sindaco Stefano Bernini ha spiegato dettagliatamente in cosa consiste la vicenda riportata dai giornali: "Il Rischio di Incidente Rilevante, come definito dalla legge Seveso, non è in discussione nè per Carmagnani nè per Liquigas. Le due aziende avevano un problema di rischio verso l'esterno, che per Carmagnani si riversava sul versante delle ferrovie. Con questo intervento di realizzazione del muro viene meno tale eventualità, ma non la qualifica di azienda a rischio. Detto questo, continuiamo a considerare incompatibile con il tessuto abitativo la presenza di Carmagnani, così come quella di Superba, e questo per ragioni ambientali, ma anche sociali ed urbanistiche. Vanno avanti le procedure e le trattative per una loro dislocazione in ambito portuale, che stanno interessando anche Eni e Autorità Portuale. Chiaramente la contingenza economica rende ancora più complicata una procedura già di per sè non certo semplice, ma sono ottimista circa la possibilità di chiudere l'accordo entro il 2013 e avere, finalmente, un cronoprogramma chiaro di dislocazione delle aziende. Tale eventualità dovremo considerarla anche nel PUC, per quanto riguarda le aree occupate attualmente dalle due aziende".
 
Nella replica, ho espresso sollievo per la spiegazione circa il Rischio d'incidente rilevante fornita dal Vice Sindaco, invitando a continuare a  considerare come prioritaria l'esigenza di dislocazione delle aziende: se, infatti, viene meno il Rischio "esterno" come definito dalla legge, non viene certo meno l'incompatibilità ambientale di un'azienda posta al centro di uno svincolo autostradale inadeguato, e di tutte le sue implicazioni, in primis quella relativa alla movimentazione delle ferrocisterne a pochi passi dalle case.
 
Il Consiglio ora prosegue con l'approvazione di una miriade di ordini del giorno presentati dall'opposizione e poi, finalmente, con la discussione del Regolamento delle Società Partecipate, che dovremmo licenziare in giornata.

lunedì 8 aprile 2013

Il Consiglio di domani

Il Consiglio, domani mattina, inizierà in maniera inconsueta alle ore 10: l'anticipo rispetto alla convocazione pomeridiana è dovuta all'argomento in trattazione, il Regolamento delle Società Partecipate, su cui sono stati presentati un gran numero di emendamenti e di ordini del giorno. Si ritiene, pertanto, che la discussione e le votazioni si dilungheranno per l'intero arco della giornata. Si tratta, ovviamente, dell'unico punto all'ordine del giorno, la cui discussione prosegue dalla scorsa seduta di Consiglio comunale.

Quanto alle interrogazioni, cosiddetti art. 54, ne pubblico interamente l'elenco: come si vede, al terzo ed ultimo posto è iscritta la mia interrogazione circa la rimozione del rischio di incidente rilevante per l'Azienda Carmagnani di Multedo. La discussione dovrebbe avvenire poco prima delle ore 11, risponderà il Vice Sindaco Stefano Bernini.

Interrogazione su Carmagnani e Multedo

Sarà discussa domani, nell'ora iniziale del Consiglio comunale convocato per le 10, l'interrogazione a risposta immediata che ho presentato circa la rimozione, per Carmagnani e Liquigas, di qualificazione di aziende a rischio di incidente rilevante. Tale circostanza pone alcuni interrogativi circa la reale volontà di dislocazione dell'azienda di Multedo, sui cui cercherò di avere risposte precise con le seguenti richieste:
 
Le aziende a Rischio di Incidente Rilevante, dette anche “aziende Seveso”, sono quelle che utilizzano, per la loro attività, sostanze classificate come pericolose, e che per questo costituiscono un pericolo per le persone e per l’ambiente. Sul territorio genovese sono diverse le aziende classificate come tali: in particolare, a Ponente, ha sempre manifestato grosse problematiche di incompatibilità ambientale la presenza di Carmagnani e di Superba, nel quartiere di Multedo, a causa della loro estrema prossimità al tessuto abitativo, della loro locazione contigua allo svincolo autostradale, della vicinanza al Porto Petroli e di diverse implicazioni, fra cui quella della movimentazione delle ferrocisterne a pochi metri dall’abitato di Pegli.

Da anni, ormai, si parla della loro delocalizzazione in ambito portuale, soluzione che permetterebbe contemporaneamente l’allontanamento dalle case e il mantenimento dei posti di lavoro, eventualità presentata più volte in sede ufficiale, e data come imminente, senza che mai si sia concretizzata. La qualificazione di tali aziende come soggette a rischio di incidente rilevante è sempre stata confermata, in ultimo anche dalla task force che, il 1 marzo scorso, la Provincia di Genova ha promosso assieme ai Vigili del Fuoco, tramite apposita convenzione, per monitorare i precisi adempimenti che sono richiesti a queste aziende, e agli enti locali, per garantire la sicurezza degli abitanti. Tuttavia, soltanto due giorni dopo, abbiamo appreso dai quotidiani cittadini che Carmagnani, così come Liquigas in altra parte della città, non sarebbe più considerata dall’Amministrazione come azienda a rischio incidente rilevante: per l’azienda di Multedo ciò discenderebbe dalla promessa di costruzione di un muro di contenimento, sul versante prossimo ai binari della Genova Ventimiglia.
 
Da questa notizia sorgono, ovviamente, interrogativi e preoccupazioni che pongo, oggi, all’attenzione della Giunta: in primis, ci si chiede se stiano davvero procedendo le procedure di delocalizzazione di queste aziende in ambito portuale, come annunciato più volte. La circostanza per cui si consentirebbe a Carmagnani di consolidare un nuovo intervento strutturale all’interno degli spazi attuali crea, infatti, dei grossi dubbi circa l’imminenza e la serietà di questa ipotesi, su cui occorre conoscere una parola chiara. In secondo luogo, basta davvero un muro di contenimento verso la ferrovia per cancellare il rischio di incidente rilevante, così come definito dalla legge? Carmagnani confina con l’abitato di Multedo, e le autobotti dirette al suo interno transitano quotidianamente per via Reggio, dove è sito il trafficatissimo svincolo autostradale, “provvisorio” da circa quarant’anni. Nelle ore notturne, poi, vengono movimentate le ferrocisterne sul binario morto della stazione di Pegli, in alcuni punti a cinque metri di distanza dalle abitazioni. Per tutte queste ragioni gli abitanti, così come il Municipio del Ponente, continuano a ritenere prioritaria e non più rinviabile una dislocazione dell’azienda, su cui occorre conoscere chiaramente i piani dell’Amministrazione, possibilmente senza la vaghezza e la superficialità con cui, in questi anni, ai proclami non sono mai seguite scelte concrete, creando soltanto disordine e malumore fra gli abitanti, e sacrosante preoccupazioni per i lavoratori del comparto.

sabato 6 aprile 2013

7 aprile, alla Benedicta


Il 7 aprile 1944 ingenti forze nazifasciste circondarono la Benedicta e le altre cascine dove erano dislocati i partigiani e colpirono duramente i giovani, spesso impossibilitati a difendersi per la mancanza di un adeguato armamento e di esperienza militare. Il rastrellamento proseguì per tutto il giorno e nella notte successiva. Molti partigiani, sfruttando la conoscenza del territorio, riuscirono a filtrare tra le maglie del rastrellamento, ma per centinaia di loro compagni non ci fu scampo.

In diverse fasi i nazifascisti fucilarono 147 partigiani, altri caddero in combattimento; altri partigiani, fatti prigionieri, furono poi fucilati, il 19 maggio, al Passo del Turchino.
Altri 400 partigiani furono catturati e avviati alla deportazione (quasi tutti a Mauthausen), ma 200 di loro riuscirono fortunosamente a fuggire, mentre i loro compagni lasciarono la vita nei campi di concentramento.

Domani mattina, dalle 9,30 in poi, sarò al Sacrario della Benedicta, dove ricorderemo questo ingente sacrificio, che nonostante tutto non riuscì a piegare lo spirito partigiano: dalle sue ceneri, con dolore e orgoglio, prese ulteriore vigore la Lotta di Resistenza, fino alla Liberazione.

sabato 30 marzo 2013

A proposito del Registro

Sul Registro delle Unioni Civili ho davvero poco da dire. Mi sembra la misura minima che un'Amministrazione di centrosinistra debba adottare, coerentemente alla propria visione programmatica e al percorso già avviato in tante esperienze europee. Non trovo nulla di scandaloso, nè di particolarmente rilevante, nella scarsa concretezza pratica del provvedimento: anche la carica dimostrativa, l'apposizione di una bandierina ideologica di fronte a uno steccato da abbattere, ha un suo valore, in questa fase.

Detto questo, il rispetto delle opinioni contrastanti, quando si parla di questi temi, è un valore che va assolutamente tutelato, tanto quanto il rispetto del proprio programma e degli impegni presi con gli elettori. 

Per il resto, meglio di me, le parole del Cardinale Carlo Maria Martini possono esprimere compiutamente queste posizioni. Ne approfitto per augurare una serena Pasqua di Resurrezione a voi tutti.

“Io ritengo che la famiglia vada difesa perchè è veramente quella che sostiene la società in maniera stabile e permanente e per il ruolo fondamentale che esercita nell’educazione dei figli. Però non è male che, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli.

Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili. Io sostengo il matrimonio tradizionale con tutti i suoi valori e sono convinto che non vada messo in discussione. Se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliamo assolutamente che non sia?"

card. Carlo Maria Martini

sabato 23 marzo 2013

Cravasco, in ricordo dell'eccidio



"Ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell'Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori". 
Sandro Pertini, 28 giugno 1960


Quest'oggi sarò a Cravasco, per commemorare l'eccidio avvenuto il 23 marzo del 1945 ad opera delle SS naziste. Il 22 marzo, in uno scontro a fuoco tra la formazione partigiana "Brigata Balilla" e un gruppo di militari tedeschi, nove di questi rimasero uccisi. Nonostante si fosse trattato di un combattimento, venne immediatamente disposta una rappresaglia e, il giorno successivo, 23 marzo, venti detenuti politici vennero prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi, gestita dalle SS, e trasferiti nei pressi del cimitero di Cravasco per essere fucilati. Morirono in 17, dato che due di essi riuscirono a scappare durante il viaggio e un terzo, Arrigo Diodati, sopravvisse miracolosamente all'esecuzione. Per questo episodio è intervenuta, il 5 novembre 1999, condanna all'ergastolo da parte del Tribunale Militare di Torino nei confronti del tenente colonnello delle SS Sigfrid Engel, comandante della polizia di sicurezza.


Dunque o dolore o se perde
comme da sabbia in to vento?

Ma in ta gran paxe di monti
se sento l'eco de l'aegua
lontan ch'ai ciamma, ch'ai ciamma.

Edoardo Firpo, "Ai martiri de Cravasco"



domenica 17 marzo 2013

Allerta 1, le disposizioni per lunedì


La Protezione Civile della Regione Liguria ha emanato lo stato di allerta 1 per rischio idrologico dalle ore 18 di domenica 17 marzo,  alle ore 18 di lunedì 18 marzo.

Il Centro Operativo Comunale comunica:

"Non si giocherà questa sera la partita di calcio Sampdoria-Inter, in programma alle 20.45 allo stadio Luigi Ferraris. La sospensione dell’incontro è stata decisa dal sindaco con ordinanza, in coerenza con precedenti determinazioni e ritenendo prioritario diminuire i rischi per la sicurezza dei cittadini.
Il provvedimento è stato emanato in considerazione dello stato di Allerta 1 meteo comunicato dalla Protezione Civile a partire dalle ore 18 di questo pomeriggio e in virtù delle precedenti disposizioni emanate dal Comune. Lo stadio Ferraris è  ubicato in un’area esondabile, in un perimetro, definito dall’ordinanza n° 33 del 2012, all’interno del quale sono incluse vie e percorsi funzionali all'afflusso e al deflusso del pubblico".

Entrano in vigore le ordinanze relative all’allerta 1 idrogeologica per le zone di via Fereggiano e strade limitrofe, piazzale Adriatico e Sestri Ponente. Lunedì rimarranno chiuse 5 scuole di Marassi. 

In particolare è stata disposta la chiusura delle 5 scuole della zona Fereggiano. Pertanto, rimarranno chiuse le seguenti scuole:

1. Complesso scolastico “Maria Ausiliatrice” (Liceo, Media Elementare, Infanzia) sito in corso Sardegna, 86
2. Scuola elementare “Papa Giovanni XXIII”, Scuola dell’infanzia “Galileo Ferraris”,
3. Scuola media “Cantore-Lomellini” site in piazza Galileo Ferraris, 4
4. Scuola “Govi” sita in via Piero Pinetti, 68
5. Asilo Nido privato “I Marmocchi” sito in via Fereggiano, 61/3

La Polizia Municipale ha previsto il rinforzo del servizio serale per il monitoraggio dei rivi e sta provvedendo a contattare tutti i cittadini interessati dai provvedimenti.
Il Municipio 3 ha predisposto i locali per il ricovero degli abitanti degli alloggi interessati dai provvedimenti.

Per l'intera durata dell'allerta i cittadini sono tenuti ad osservare, in tutta la città, le disposizioni per l'autoprotezione.

martedì 12 marzo 2013

Pian di Carlo, mozione approvata all'unanimità

E'stata approvata all'unanimità, al termine della seduta odierna, la mozione che ho presentato circa lo stato di potenziale pericolosità dell'ex cava Pian di Carlo, in Val Varenna. La discussione della mozione è filata liscia con grande condivisione da parte dei gruppi consiliari: un contributo è arrivato soprattutto dalla Lista Doria, il cui capogruppo Enrico Pignone ha proposto un emendamento che ricorda l'importanza delle verifiche anche rispetto al Piano di Bacino vigente.

 La mozione, così emendata, è stata votata all'unanimità, dopo che l'Assessore comunale Valeria Garotta aveva espresso la condivisione della Giunta e fornito importanti informazioni al Consiglio: la competenza, infatti, risulta essere in via principale di Regione e Provincia, ed è stato confermato che dal 2008 non è stato effettuato alcun controllo circa il rispetto del regime autorizzativo. Inoltre, è confermata l'inadempienza della ditta riguardo alla realizzazione del ponte, posto a suo tempo come condizione per la rinaturalizzazione. Tutte queste istanze saranno oggetto, ora, dell'interessamento del Comune: l'Assessore Garotta ha informato circa l'intenzione di convocare una specifica seduta di Commissione consiliare per trattare, in sinergia con tutte le Istituzioni competenti, la problematica. 

lunedì 11 marzo 2013

Corriere Mercantile: "Val Varenna, ex cava nel mirino"

Il Corriere mercantile di oggi, lunedì 11 marzo, anticipa i contenuti della mozione che ho depositato in Consiglio comunale, e che sarà discussa domani pomeriggio, riguardante la situazione dell'ex Cava Pian di Carlo, in Val Varenna. 

Già La Repubblica, a firma Massimiliano Salvo, aveva focalizzato l'attenzione sull'iniziativa, e sull'esposto dei cittadini circa una situazione di potenziale pericolosità. Come detto, la mia mozione è iscritta al punto 2 dell'ordine del giorno del Consiglio di martedì 12 marzo, con inizio alle ore 15.

domenica 10 marzo 2013

Martedì la mozione sull'ex cava Pian di Carlo

All'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, convocato per martedì 12 marzo alle ore 14, è iscritta la mia mozione sul potenziale stato di pericolosità dell'ex Cava Pian di Carlo, in Val Varenna. 

Come avevo già spiegato, si tratta di un'istanza nata dal Comitato locale, che ho ripreso e portato all'attenzione del Consiglio comunale e della Giunta genovese. Un analogo documento è già stato presentato e votato dal Consiglio regionale nei giorni scorsi: chiedo, adesso, che anche il Comune faccia la sua parte e promuova le necessarie verifiche di sicurezza del sito.

Riporto l'intero ordine del giorno di martedì: 

1 MOZIONE 0133 27/11/2012
iniziative per le attività sportive.
Atto presentato da: De Benedictis Francesco, Gioia Alfonso, Repetto Paolo Pietro


3 MOZIONE 0018 01/02/2013
percorso di qualità urbana e commerciale del Centro Storico.
Atto presentato da: Rixi Edoardo

giovedì 7 marzo 2013

Wiki Loves Monuments, approvata la mozione

E'stata approvata, all'unanimità, dal Consiglio comunale la mozione che, assieme a Paolo Putti (M5S), ho presentato circa la necessità di "liberare" i monumenti genovesi e di concederne la possibilità di fotografarli, al fine di partecipare al concorso internazionale WikiLoves Monuments. Il Corriere Mercantile riporta i dettagli della discussione e della votazione.

Un'istanza semplice, ma a nostro avviso importante, perchè capace di superare un ingiustificabile cavillo legale e di dare a Genova un'occasione di visibilità. La discussione della mozione è stata rapida e molto costruttiva, con un contributo importante venuto dal consigliere Enrico Musso, che ha proposto di emendare l'ultima parte della mozione. rimando al link, risalente all'estate scorsa, per il testo della mozione.